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Per il corso di comunicazione culturale è stata richiesta un’analisi della promozione artistica in rete e lo sviluppo di un protocollo di qualità richiesto per una comunicazione efficiente. Di seguito le mie osservazioni.

Penso che per definire un protocollo di qualità sia inizialmente necessario inquadrare l’artista, l’obiettivo di comunicazione e il rapporto con il pubblico. Non esiste una soluzione di sito web adatta a qualsiasi tipo di arte poiché si devono stabilire le risorse a disposizione e lo scopo finale.

Essere presenti sulla rete, oggi, non significa automaticamente avere maggiore visibilità e, talvolta, realizzare un sito inadatto agli obiettivi può essere perfino dannoso per l’artista.

Provo quindi a fare una principale suddivisione tra il sito-vetrina e il sito-conversazione. Nel primo caso, il sito risulta come il punto di riferimento che ruota attorno alla figura dell’artista e raccoglie tutte le informazioni sulla persona, le opere e le mostre. Si tratta però di una brochure elettronica, possibilmente aggiornata in modo frequente, ma che non contiene valore aggiuntivo. Il secondo caso è quello dell’artista che si mette in gioco partecipando alla conversazione. Il sito è una forma di espressione ma soprattutto il luogo di confronto; la partecipazione dei visitatori del sito viene spesso richiesta e favorita attraverso gli strumenti collaborativi online, ma l’artista resta sempre al centro.

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di Samuele SilvaIl prossimo 2 dicembre persone da tutta Italia si ritroveranno a Torino per discutere di temi legati al mondo della rete e del software libero: si tratta del primo BarCamp in versione piemontese.

Il termine BarCamp indica un tipo di incontro che ha regole molto particolari. Innanzitutto si parla di non-conferenze, cioè eventi senza alcuna scaletta dei relatori e in cui non esiste un pubblico passivo. Tutti i presenti sono, infatti, invitati a partecipare attivamente alla discussione, in modo da evitare i monologhi frontali temuti in ogni parte del mondo. Chiunque può condividere i propri pensieri ed esperienze in modo da alimentare un circolo virtuoso di conoscenza. Perché è questo l’obiettivo del BarCamp: riunire persone e mettere in comune la conoscenza, sia essa una tecnologia oppure un’idea. E di fronte a un dono del sapere scatta inevitabilmente un meccanismo di reciprocità che permette alle idee di circolare.

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Quando il web si è diffuso nei primi anni novanta, l’interesse da parte di utenti e aziende è cresciuto rapidamente. Contemporaneamente sono nati gli imponenti portali dedicati sia agli affari che all’informazione, e i siti personali. Milioni di pagine web statiche che venivano aggiornate con poca frequenza, e si trovavano come elefanti di fronte a un mondo in continuo cambiamento, senza riuscire a seguire né tanto meno a gestire la massa delle informazioni.

A fronte degli imponenti investimenti finanziari che sono stati intrapresi nel biennio tra il 1998 e il 2000, una bolla speculativa è presto scoppiata eliminando moltissime aziende che nella rete avevano investito tutto. Ad alimentare la cosiddetta bolla della new economy, è stata la strategia utilizzata dalle aziende che ha visto gli stessi schemi dei mass media applicati all’internet: l’informazione veicolata attraverso i grandi portali come fossero semplici canali televisivi.

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